L'alternanza

   A Roccacastello, finita la competizione elettorale, nominata la giunta, la politica riprese stancamente la sua vita normale senza sussulti e fatti eclatanti.

   Ma si sa che la gestione dell'amministrazione comunale richiede un certo impegno e soprattutto dal sindaco e dagli assessori in carica.

   Purtroppo non tutti gli assessori sono uguali e c'è chi nell'impegno ci profonde molto del suo tempo e chi passa solo a firmare gli atti che gli uffici preparano.

   A Roccacastello, tra gli assessori, uno si distingueva dagli altri per impegno e risultati ottenuti e ciò creava un certo disappunto tra gli altri abituati alla sola firma.

   Infatti in paese cominciarono a circolare voci e commenti non certo piacevoli sull'equipaggio che stava dirigendo l'amministrazione.

   D'altronde se tutti si comportano ad un certo modo, anche se poco produttivo, questo comportamento diventa la normalità.

   Purtroppo c'era un assessore che sconvolgeva il placido scorrere delle attività di quelli abituati al minimo indispensabile e tra questi la domanda sorse spontanea: come possiamo fargli capire che sta esagerando impegnandosi troppo rispetto alla routine degli altri?

    Pensa e ripensa ed ecco la soluzione: l'alternanza.

   Non glielo dissero direttamente, ma gli fecero capire che era giusto che anche gli altri consiglieri, almeno a metà mandato, potessero fare l'esperienza dell'assessorato e che, per il bene di tutti, gli assessori si dovevano fare da parte e che si era pensato di chiedere a lui di fare per primo il sacrificio di abbandonare la carica e fare entrare un altro, che era pronto a subentrargli.

   Non tutti avrebbero accettato e il "perchè proprio io devo essere il primo?" non fu l'obiezione naturale che altri avrebbero fatto, ma dato il grande senso di responsabilità, che era proprio dell'assessore in questione, costui accettò e ci fu l'alternanza.

   E così a Roccacastello si ritornò alla normalità con la giunta dedita alla normale amministrazione in attesa delle future elezioni.