In merito agli articoli del prof. Iarlori registriamo l’intervento di allora del dott. Florindo Carabba che ebbe ad ampliare le notizie in merito a due famiglie sanvitesi, gli Altobelli e gli Annecchini. Riportiamo quello che il dott. Carabba ha scritto sugli Altobelli e successivamente riproporremo quello sugli Annecchini.

Altobelli

Dai registri delle “Deliberazioni decurionali” del Comune di Lanciano risulta che il decurionato l’11 agosto 1809 rigettava i ricorsi di Vito Tosti e Pietro Antonio Altobelli da San Vito 'che negoziano in Lanciano’, tassati, il primo, su un reddito (o capitale) di 14.000 ducati ed il secondo di 7.000 ducati. Tenendo conto che il ducato nel 1861 fu cambiato a L. 4,25 e che il valore della lira del 1861 era di circa 4000 volte superiore a quella di oggi (sicché un ducato equivarrebbe a circa L. 17.000 di oggi), i due commercianti avevano un reddito, rispettivamente, di L. 238 milioni e di L. 119 milioni annui di oggi. Il che, per quei tempi, non era poco.