Indecenza

   Mi sono avviato con largo anticipo verso la palestra comunale di via Dante e la prima sorpresa è stata quella di trovare la porta d'ingresso chiusa ragion per cui seguitai verso l'altro ingresso che fortunatamente era aperto.

   La piattaforma sulla quale si sistemano gli spettatori per assistere all'incontro era già piena nella prima fila, quella che permette di assistere, anche se in piedi, alla gara e diverse persone allungavano il collo in seconda fila per cercare di vedere qualcosa e nel caso di dubbio chiedevano ai fortunati che stavano davanti cosa fosse successo.

   Percorsi tutta la balaustra per cercare di trovare un anfratto dove sistemarmi e arrivai alle scale che portavano alla porta trovata chiusa e compresi perchè non era stata aperta. La porta non era stata aperta per salvaguardare l'olfatto delle persone che, passandoci vicino, avrebbero goduto dell'olezzo di fogna che vi fuoriusciva.

   Mi riavviai verso l'uscita e, fortunatamente, due amici, stringendosi un po' mi permisero di infilarmi, anche se di traverso tra di loro.

   Ma la scomoda posizione mi portò ad allontanarmi per un attimo e mal me ne incolse, perchè dopo alcuni attimi feci per ritornare al mio posto e non lo trovai più.

   Per fortuna, come me, anche alcuni amici erano rimasti fuori dalla prima fila e cominciammo a scambiarci delle idee su quella situazione e uno di loro, che accompagna di solito le squadre giovanili di basket, mi magnificava le realtà degli impianti dove andavano a giocare e il disagio che provava quando quelle stesse squadre ritornavano a San Vito e i loro accompagnatori non trovavano nemmeno un posto a sedere per assistere agli incontri.

   Siamo un paese da terzo o quarto mondo per quel che riguarda l'impiantistica sportiva e i nostri amministratori stanno preoccupandosi di progetti faraonici, che, sicuramente, non serviranno a migliorare il livello dei servizi per i cittadini di San Vito.