5° Tornata

21 aprile 1871

Presidenza del Sindaco

 

n° 44 

Provvedimenti pel completamento

della nuova Chiesa di S. Vito 

Si trovano presenti i Signori Consiglieri Bianco, Sanelli, Mundo, Giancristofaro, Nobile Luigi, Nobile Gaetano, Dazio Francesco, Dazio Cav. Giuseppe.

(f. 45r)  “Sull’oggetto segnato al n° 7 dell’ordine del giorno il Presidente fa dare lettura del deliberativo Consigliare 1 novembre 1870 col quale si stabiliva il completamento in linea d’urgenza della nuova Chiesa del Protettore S. Vito per trasferivi la Parrocchia e l’abbattimento della vecchia per vetustà. Ricorda che il Consiglio stanziò nel Bilancio del corrente esercizio £ 3400 e deliberò per lo stanziamento di simile cifra nel Bilancio del 1872 alle quali somme aggiunto un sussidio Governativo che si sperava di £ 6000 potevano completarsi tutti i lavori necessari. Che nell’istesso bilancio di questo anno si fissava la cifra di £ 195 per l’abbattimento della vecchia Chiesa. Che tale prospettiva è rimasta illusoria perché il Regio subeconomato dei Benefici vacanti della Diocesi di Chieti con nota del 9 gennaio 1871 n. 1304 fa conoscere che il Real Ministero preso ad esame il progetto dei lavori eliminava dalla spesa £ 1952,98 per il prospetto esterno, £ 353 per imprevedute, e £ 770 per compenso all’architetto direttore e avendo in tal modo ridotto l’esito di £ 3075,98 prometteva (f. 45v) un sussidio maggiore di £ 1500 da darsi allora quando il comune avrebbe esaurito i suoi fondi. Che tale decisione ministeriale veniva partecipata anche dalla Sotto prefettura con nota del 12 decorso gennaio sotto il n. 187. Che al progetto redatto si possono apportare molte economie è indubitabile , ma i lavori a togliersi designati dal Ministero non sono accettabili interamente ma in parte. Ed infatti si vorrebbe togliere la cifra di £ 1952,98 pel prospetto esterno, mentre in questo prospetto l’architetto mette a calcolo la gradinata, la quale è indispensabilissima  a preferenza di ogni altro lavoro per due potentissime ragioni, di dare cioè accesso alla Chiesa, e di fortificare la prospettiva, le di cui fondamenta si vedono scoverte. E che perciò in questo esito si potrebbe sperare una economia di £ 600. Che si voglie accettare tagliarsi la cifra delle £ 353 per le imprevedute sta pure regolare, ma tagliare poi tutte le £ 770 per compenso all’architetto direttore neppur mai, mentre si potrebbe fare a meno di richiedere l’assistenza dell’Architetto nella costruzione, ma non si può certo negargli un compenso equo per il progetto già redatto, quale limitando li anche a £ 200 si avrebbe già un’economia di £ 570 e quindi sui tre articoli precisati dal Ministero una economia di £ 1523. E’ gia a conoscenza del consiglio in quale stato era ed è ridotta la vecchia chiesa e quale pericolo minacciava e minaccia. Le due congreghe dell’Addolorata e del Rosario si trasferirono nel nuovo tempio e conoscendo il già preso deliberativo si rivolsero all’Amministrazione, e questa fu sollecita di far costruire le cappelle rispettive per esse ed immediatamente dopo li altri altari per S. Biase e S. Antonio Abate che erano di patronato nella vecchia chiesa dei signori della Fazia e Borga, i quali occuparono i nuovi altari, e di S. Vito e la Concezione uno protettore e l’altra Protettrice. Per le ragionevoli promesse del Clero, la Giunta senza perdita di tempo fece proseguire i lavori interni che sono a buon termine e le sacre funzioni si incominciarono a celebrasi nel Tempio nuovo, dove la Congrega di Carità trasporto tutto quello che aveva di arredi sacri e di utensili che potevano venir distrutti dai tetti e dalle volte che erano cadenti. Per i lavori interni adunque la giunta eseguendo tutto ad economia, attesa l’urgenza, non ha raggiunto che la metà dell’esito riportato nel progetto sebbene nel progetto medesimo non si prevedevano, l’Armadio della Sagrestia ed i Confessionali, che sono stati rifatti a nuovo, ma ciò è dipeso dall’essersi recuperato tutto quello che era utile degli altari della vecchia Chiesa e dall’essersi nella esecuzione semplicizzati i disegni soverchiamente complicati, e preferendo altri meno dispendiosi. Per i lavori interni non resta che l’Altare maggiore, e per lo quale si spera di esitare anche molto meno della cifra prevista nel progetto, come si vorrebbe fare economia della porta principale, facendosi per ora le due porte laterali solamente. Segnare per l’opera a farsi le cifre con tutta esattezza non è certo possibile ma dietro l’esperienza delle cose fatte, e non restando che poco per i lavori interni, è da ritenersi che sarà un’economia di più o meno di £ 2000. Resterebbero il Campanile nella esecuzione del quale un’economia potrà aversi per due ragioni, e perchè nel progetto si comprende la spesa per il materiale, mentre anche il materiale della vecchia (p. 46r) Chiesa è utilizzabile, e perchè si potrebbe tralasciare la Coppa di Finimento, in cui solamente per le lastre di piombo la spesa si eleva oltre le £ 1000. Quindi se il Campanile giusta il progetto si presume dover costare £ 4681, 96, prelevando la Coppa che è superflua, ed il materiabile recuperabile dalla vecchia Chiesa, non potrebbe costare al di là di £ 1569, ed ecco un’altra economia di £ 2631, ma ancora anche per la gradinata esterna si potrebbe ammettere la pietra della Chiesa vecchia, e risparmiare un’altra cifra di £ 248. Il Consiglio con il deliberativo del Novembre 1870 si proponeva di stanziare nel Bilancio del 1872 altre £ 3400 per l’opera in parola. Piaccia all’onorevole Consiglio riflettere che il Bilancio del corrente anno fu pareggiato mediante la resta di cassa del 1869, e la vendita delle Terre a terraggio, i quali cespiti hanno dato una cifra di £ 5800. Nè nel Bilancio medesimo vi sono esiti che spariscono nel venturo anno, mentre detratti quelli pel mobile alla Casa Comunale, per l’acquisto di 4 lampioni, e per l’installazione del Telegrafo in un migliaio e mezzo di lire, tutti gli altri devono ripetersi come stanno, e forse con aumento, perchè ordinari. Dazi da imporre non ve ne sono, perchè quelli imposti sono già molti, e che perciò nel venturo esercizio volendo metteread esito la cifra di £ 3400 per la chiesa, dovrebbe provvedersi ad un introito di oltre le £ 4000, con nuovi balzelli. Il Consiglio nella sua saggezza e prudenza non lo crederà certo conveniente, quindi se l’esito della Chiesa, come si è dimostrato potrà ascendere ad un seimila e quattrocento lire, ed il Comune ne può spendere quest’anno 3400, stanziate in Bilancio, e 1500 di sussidio, mancherebbero 1500. £ 1000 potrebbero prendersi dalle stesse reste del 1869 sul fondo delle strade interne, le quali possono essere trascurate, attesa la necessità di un lavoro più urgente. E £ 500 o poco più, si provvederebbero nel Bilancio 1872, ed in tal modo la Chiesa del Protettore S. Vito si vedrebbe completata nel più breve termine possibile, e dell’esito l’Amministrazione e per essa i contribuenti non ne risentirebbero. Veniamo alla demolizione della vecchia Chiesa. Gli art. 104 e 138 della Legge Comunale 20 maggio 1865, e l’Art. 67 del relativo Regolamento 8 giugno anno medesimo, conferiscono al Sindaco la facoltà di provvedere con urgenza alla pubblica incolumità, e l’art 685 2° allinea [comma] del Codice Penale, chiama responsabile di contravvenzione all’ordine pubblico colui che trascura di demolire un edifizio minacciante ruina. La Chiesa cadente è di Padronato Regio, il Clero si è tirato fuori da ogni responsabilità con Uffizio dell’8 luglio 1869. Il Ministero con la nota del 31 Gennaro 1870 n. 879 francamente esprime di non essere il caso di procedere ai ristauri di quella Chiesa, sia perchè il Municipio non aveva interesse di conservarla, sia perchè il Governo non poteva sostenere la spesa relativa. Anche per questa parte quindi il Capo dell’Amministrazione deve rivolgersi al Consiglio per la provvista di fondi non potendo certo essere sufficienti quelli stanziati in Bilancio in £ 195, ed il Consiglio guadambiando il materiale che andrebbe ad utilizzare per una chiesa di sua proprietà, non guarderà certo l’esito della demolizione e non vorrà certo obbligare il Sindaco, ed intimare al Real Governo un’ordinanza, perchè ripari o demolisca un Edifizio, che distrutto abbellisce il Paese. Ciò posto propone – 1° Lo storno dei fondi in £ 1000, sulle reste del 1869, rimaste (p. 46v) disponibili per le strade interne, salvo al Consiglio di riprovvedere i fondi per la sistemazione di esse negli anni successivi all’esito delle costruzioni della nuova Chiesa -2° Uno storno di £ 85 che si economizzano sulle £ 170 art° 5° Cat. 2° Parte 2° del Bilancio del corrente anno, stante le dimissioni di Vito Altobelli, che percepiva l’intero stipendio, mentre il sig. Iavicoli ne percepirebbe pel corrente anno la metà, per aggiungersi alle £ 195 stanziate in Bilancio per la demolizione della vecchia Chiesa, e con facoltà alla Giunta di provvedere a quella mancanza che vi potrà essere, colla vendita di quei materiali fra i quali a preferenza i coppi da tetto, che non potranno essere utili ai lavori in corso, il tutto in via d’urgenza.  – 3° Proseguimento dei lavori interni col sistema economico già adottato, completando l’Orchestra, il Capo altare, le pitture più necessarie ed indispensabili, e quant’altro bisognevole al decoro di quell’opera rimasta fin ora incompleta. – 4* Costruzione della gradinata e Campanile per appalto, con le modifiche proposte ed a condizione che gli assuntori impieghino il materiale della vecchia Chiesa. 5° Pagamento di £ 200, al Sig. della Fazia Felice per la compilazione del Progetto d’Arte, a condizione che si presti alle richieste dell’amministrazione durante l’esecuzione dei lavori non con un’assistenza continua, ma nei casi di bisogno.  – 6° Comunicazione all’Economato generale di quanto si è fatto e si sta facendo dall’Amministrazione Comunale per ottenere il versamento del sussidio promesso, e facendo vive istanze per un aumento, attese le considerazioni svolte con antecedenti deliberativi, che cioè il popolo si è sforzato di troppo dal 1801 al 1848 con spontanee largizioni per edificare un tempio al suo protettore S. Vito. L’Amministrazione Comunale ha fatto al di là delle sue forze nella posizione finanziaria in cui versa. Ed il Tesoro dello Stato ne ha guadagnato, economizzando oltre £ 16000 che avrebbe dovuto esitare per ristaurare la vecchia Chiesa, e per gli obblighi assunti col Sovrano rescritto 1° giugno 1857, oltre l’annua manutenzione. E che ove quando non si volesse aumentare il sussidio per le condizioni del Regio Erario, come l’onorevole Ministro di Grazia e Giustizia e Culti esprime nella nota citata del 31 Gennaro 1870, si concedano almeno degli arredi che certo sono rimasti inutilizzati dei soppressi conventi, avendo il nuovo tempio bisogno di Organo, fanali, candelieri per adobare altari, lampade, e ogni altro di arredi sacri, de’ quali è totalmente sprovvisto.  – 7° Revocarsi il deliberativo del 1° novembre 1870, e deliberarsi invece lo stanziamento ne’ Bilanci di un quinquennio di una cifra da limitarsi nella prossima tornata Autunnale dopo che completati i lavori in corso nella nuova Chiesa si vedrà di quali altri ha bisogno.  – 8° Nominarsi, appena completati i lavori, un Custode, capace di mantenere la Chiesa con quella decenza che si conviene onde on vederla deperire col decorso degli anni come è avvenuta per l’altra fissandosi lo stipendio del medesimo nella prossima Tornata di Autunno. Il Consigliere Sig. Dazio Cav. Giuseppe domandata ed ottenuta la parola ha detto che esso approvava pienamente (f. 47r) tutte le proposte del Capo dell’Amministrazione, e desiderava che il Consiglio deliberasse di mettersi nella Chiesa una lapide in marmo con un’iscrizione che tramandasse alla posterità la ricordanza come la Chiesa medesima fu impiantata nel Maggio del 1801 con le spontanee largizioni de’ cittadini, inaugurato al culto divino nel 1849 e decorato ed addetta a Parrocchia nel 1871 facendosi menzione in essa della operosità spiegata dal Capo di questa amministrazione. Il Sindaco ha reso le più distinte grazie al Sig. Dazio per le sue parole al suo indirizzo, ed ha replicato che il merito era tutto della Giunta e dei Cittadini che si prestavano all’esecuzione di quelle opere che venivano da lui promosse. Il Sig. Nobile Gaetano facendo plauso alla proposta del Sig. Dazio, dice affidarsene l’incarico ad esso medesimo, ed ove quando per le sue occupazioni non potesse, al Sig. Dazio Luigi. Diversi consiglieri domandano la votazione di tutti gli Art. proposti non essendo neanche il caso di discuterli. Il Presidente mette ai voti le diverse proposte per alzata e seduta, che vengono tutte adottate all’unanimità. Mette ai voti la proposta del Cav. Dazio dichiarando che si astiene dal voto per delicatezza, e che viene pure adottata all’unanimità, con incarico al medesimo Sig. Dazio di dpresentare la iscrizione ad una delle prossime tornate. Ammette l’urgenza per la proposta al n. 2°. Data lettura del presente verbale è stato approvato e sottoscritto.”